La pagina del Presidente


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SALVI! MA IO VADO A PIEDI

No! Non salirò sul carro dei vincitori, nonostante sia il presidente della società. Sono stato calciatore anch’io, ho avuto le mie soddisfazioni, ho gareggiato per vincere i campionati, ma anche per salvarmi ed ogni volta, a risultato raggiunto, mi dava fastidio vedere persone salire sul carro dei vincitori senza essere stati invitati, perché in primis quella vittoria o quella salvezza ce l’eravamo sudata e conquistata noi giocatori con i nostri dirigenti e allenatori. Poi eravamo noi che andavamo ad abbracciare tutte le persone che ci avevano aiutato: i magazzinieri, gli addetti al campo, etc. sapevamo chi aveva remato con noi e ce lo portavamo “sul carro”.

Quindi no, non salirò sul carro dei vincitori se non invitato e non lo faccio per essere lusingato. Ai ragazzi della prima squadra venerdì l’ho detto chiaro e tondo: “voi avete già fatto un’impresa, perché siete arrivati a giocarvi la salvezza diretta (senza passare dai play out) nell’ultima partita, dopo che all’inizio del campionato il tabellino diceva zero punti dopo le prime sei partite. Si trattava di completare l’opera di una grandissima rimonta e così è stato, ma non per fortuna, ma con l’impegno e la volontà di dimostrare che la categoria ci appartiene, con la voglia di dimostrare alle squadre dei giovani che l’impegno, il sacrificio e la volontà portano risultati insperati.

Ai ragazzi questo ho chiesto venerdì scorso, e guardandoli negli occhi ho visto che non ce ne sarebbe stato bisogno, lo sapevano già, l’avevano già metabolizzato. Erano carichi e ieri ci hanno regalato un’impresa, quindi, oltre a fargli i complimenti, bisogna anche ringraziarli.  Grazie perché ci permettono di mantenere una categoria che ci appartiene e che possa essere di stimolo per i giovani a restare. Così come è stata un’impresa per i nostri Giovanissimi aver fatto un campionato di alta classifica (ricordiamoci che i 2/3 della squadra sono dei 2003), riuscendo a mettere in difficoltà squadre superiori in età e con giocatori selezionati o come gli Esordienti ed i Pulcini che, anche se non hanno una classifica federale, ottengono sempre risultati straordinari. Eppure ogni anno assistiamo ad un via vai da maggio a luglio: girandole di ragazzi e genitori che vanno a proporsi in giro per il mondo per poi ritornare da noi. A quelli che chiedono un consiglio su cosa fare il mio pensiero è sempre lo stesso: non c’è cosa migliore di raggiungere un risultato importante nella Freccia con i propri amici, con quelle persone con cui si condividono anche altre esperienze esterne allo sport  come la scuola, il catechismo, l’oratorio.

Mi piacerebbe che la Freccia Azzurra sia per una volta una scelta e non l’ultima spiaggia. Questa è la mentalità che mi piacerebbe vedere, soprattutto negli adulti, in chi deve accompagnare il figlio, il nipote a quelle scelte coraggiose che cambiano la vita, che la indirizzano verso valori differenti. Lo sport (inteso come la vittoria) non può essere al primo posto. Al primo posto ci devono essere valori come la famiglia, l’educazione, il rispetto, la scuola, il lavoro e queste non devono essere calpestate in nome della vittoria. La vittoria una volta raggiunta è una medaglia che si posa in un cassetto, i valori della vita sono quelli che ci porteremo dietro per sempre.

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